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giovedì 30 gennaio 2020

VAL FISCALINA UNA FIABA SOFFICE FRA LE CRODE DELLE DOLOMITI DI SESTO

Tre buone ragioni per andare in Val Fiscalina:
1) è come immergersi in una fiaba
2) è perfetta per grandi e piccini, ognuno può viverla con le attività che preferisce
3) è un'esperienza mozzafiato: ammirare le crode dolomitiche è pura emozione

Chi ha detto che la Val Fiscalina è la valle più bella del mondo?
Non lo ricordo... però confermo che la cosa non è affatto lontana dal vero.
Solo natura incontaminata nel cuore delle Dolomiti, una fiaba nel silenzio della neve.

Se penso alle Dolomiti che stanno intorno al Parco Naturale delle Tre Cime di Lavaredo ricordo molto bene invece quando, molti anni fa, qualcuno mi disse: << Le Alpi sono belle montagne, le Dolomiti sono la Montagna e Le Tre Cime non si possono descrivere... solo contemplandole si può comprendere la loro immensa bellezza  >>.
Da allora ritorno costantemente qui alla scoperta di luoghi nuovi e continuo a pensare che quelle parole di cuore fossero reali. Ogni volta che apro gli occhi sui paesaggi dolomitici mi appassiono.

Ed ecco che l'inverno innevato mi porta nella favolosa Val Fiscalina.
Appena lasciati gli impianti di risalita che portano sulla Croda Rossa nel comprensorio delle 3 Zinnen Dolomites avanti tutta per qualche chilometro in auto e si arriva al Dolomitenhof & Alte Post.
Ora dipende dall'orario di arrivo e dalle velleità personali.
C'è chi ama la colazione abbondante prima di affrontare lo sci di fondo, chi non ha tempo da perdere perché vuole salire alle Tre Cime di Lavaredo per una bella gita di sci alpinismo e chi, come me in questo caso, arriva giusto per l'ora di pranzo.

 
Dopo un super ristoro sono pronta per una bella passeggiata nel cuore della Fischleintal [Valle Fiscalina] sino al Rifugio di Fondovalle per ammirare la cornice delle Dolomiti di Sesto e del Parco Naturale delle Tre Cime: la Croda Rossa di Sesto, le Crode Fiscaline e la Cima dei Tre Scarperi, le Tre Cime di Lavaredo, la Croda dei Toni, la Cima Undici... 

 
 
Tutto è bianco e soffice. La neve attutisce i suoni e ammorbidisce il paesaggio.
L'aria è meravigliosamente pungente, il suo profumo inconfondibile mi riporta all'infanzia, alle infinite battaglie con le palle di neve e i pupazzi agghindati nel giardino di casa.
La vista è il senso che prevale su ogni altra cosa. Ovunque è stupore : << Guarda! Guarda... >>

 
All'arrivo non manca nulla. Un buon caffè e lo strudel di mele. La carrozza con i cavalli. Gli sciatori stanchi e quelli che non si fermano mai.

L'imbrunire è alle porte ed è giunta l'ora del ritorno. Sono certa che questo è solo un arrivederci a quando sui sentieri non ci sarà più la neve ed i profumi e i colori saranno cambiati.  Non saranno però cambiate le "crode" che obbligano sempre il mio sguardo verso tanta immensa bellezza.

 
L'appuntamento è qui.
Partirò presto per salire alle Tre Cime passando per il Rifugio Locatelli, dritta al Rifugio Auronzo e poi al Rifugio Lavaredo, per completare il periplo delle 3 e quindi alla volta del Rifugio Comici e poi del Rifugio Carducci, per ammirare da sotto la Croda dei Toni ed infine riscendere verso casa, ad Auronzo di Cadore.
Di certo per mangiare la polenta in ogni rifugio ci vorrà molta organizzazione... non perdetemi di vista!


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