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giovedì 28 febbraio 2019

IL SEGRETO DI BANKSY È SVELATO AL MUDEC DI MILANO?

Pio XIII: "Chi è lo scrittore più importante degli ultimi 20 anni?... Attenta però, non il più bravo. La bravura è degli arroganti... L'autore che ha destato una curiosità così morbosa da diventare il più importante...?".
Sofia Dubois: "Non saprei. Philip Roth?".
Pio XIII: "No. Salinger. Il più importante regista cinematografico?".
Sofia Dubois: "Spielberg?".
Pio XIII: "No. Kubrick. L'artista contemporaneo?".
Sofia Dubois: "Jeff Koons... Marina Abramovich?".
Pio XIII: "Banksy. Il gruppo di musica elettronica?".
Sofia Dubois: "Ohh, non so assolutamente niente di musica elettronica...".
Pio XIII: "E poi c'è chi dice che Harvard è una buona università... Comunque, i Daft Punk. E invece la più grande cantante italiana?".
Sofia Dubois: "Mina".
Pio XII: "Brava. Adesso lei sa quale è l'invisibile filo rosso che unisce tutte queste figure che sono le più importanti nei loro rispettivi campi? Nessuno di loro si fa vedere. Nessuno di loro si lascia fotografare".
[The Young Pope, Paolo Sorrentino, 2016]
 
 
È forse questo il segreto di Banksy? Non farsi beccare!
La mostra NON-autorizzata "A VISUAL PROTEST. The art of Banksy" al Mudec di Milano può aiutare gli amanti di questo artista-eroe-moderno a capirci qualcosa ma soprattutto a godere dal vivo di alcune opere di collezionisti privati di provenienza certificata ed interessanti video che approfondiscono le sue apparizioni artistiche.
Condivido con Bansky l'idea che i graffiti non siano la più infima forma di arte e che forse si dovrebbe parlare di decoro urbano anche quando si permettono enormi manifesti pubblicitari sulle case o sui mezzi pubblici in giro per le nostre città.
 
 
Banksy sembra riuscire a sfuggire al sistema dell'arte contemporanea con una strategia di protezione assoluta della sua persona, quasi per dare il massimo valore alle sue opere. Credo si possa parlare di un "rivoluzionario" dell'arte contemporanea, un "disobbediente" ed è questo che più mi piace e  mi colpisce. Per questo sono andata alla mostra che LUI non aveva autorizzato. Amo la disobbedienza quando l'obiettivo è alto.
Erano già tre anni che dipingevo ratti quando qualcuno mi ha detto: "Geniale, << rat >> è un anagramma di << art >> e ho dovuto fingere di averlo sempre saputo.
Il quadro Lattina di zuppa del discount è rimasto appeso al Museum Of Modern Art di New York per sei giorni.
Dopo avere appeso il quadro mi sono concesso cinque minuti per vedere cosa succedeva. Si è avvicinato un folto gruppo di persone che l'hanno fissato e hanno continuato il loro giro con un'aria confusa e vagamente risentita. Mi sono sentito un vero artista moderno.
 
Ci vuole del fegato, e anche tanto, per levarsi in piedi da perfetti sconosciuti in una democrazia occidentale e invocare cose in cui nessun altro crede - come la pace, la giustizia e la libertà.
 
La mostra resterà aperta, a meno di NON-autorizzate proroghe, sino al 14 Aprile 2019 e vi suggerisco di approfondire grazie al prezioso libro "BANKSY - L'arte come rivoluzione" di Maddalena Ricolfi che risponde alle molteplici domande senza obbligatoriamente dare delle risposte. Questo è il contraddittorio mondo della primula rossa dell'arte contemporanea.



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