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martedì 19 dicembre 2017

IL MIO TOUR DEL MAROCCO: PRIMA TAPPA MARRAKECH

Finalmente ho trovato l'occasione giusta per andare in Marocco. Ecco qui un tour di una settimana che mi ha lasciata con un solo grande desiderio: quello di ritornare al più presto nel Regno maghrebino.
Passaporto valido, aereo low cost, auto a noleggio, riad affascinanti, tajine e una buona compagnia, mai troppo numerosa, sono gli ingredienti giusti per un viaggio di successo da queste parti.

Le porte dell'Africa e le porte dell'Europa si incontrano a Marrakech.

Marrakech è una bellissima città moderna che contiene un cuore antico. Le attività artigianali e commerciali sono ancora attive all'interno della Medina. Non si tratta di un semplice mercato per soli turisti e quindi è bello addentrarsi per curiosare e perdersi senza meta cercando di non cadere nelle "trappole" che fanno perdere tempo.
Consiglio il giro al souk alla mattina, c'è più calma e i venditori sono indaffarati negli affari loro, quelli quotidiani, quelli che tutti noi viviamo a casa nostra.
Volevo portarmi via una vasca da bagno ma non ci stava nel bagaglio a mano.

 
 
 

Marrakech non è cambiata molto da un paio di secoli fa ad oggi. Ne sono prova gli scatti dei tanti fotografi e viaggiatori che oggi sono raccolti nella Maison de la Photographie, proprio nel cuore del souk più verace. 

 

La piazza più bella d'africa è Jamaa el Fna. Immensa come la sua confusione, fuori dal tempo. Passato e presente, luce e tenebre. Incantatori di serpenti, musici, cibo, galline acrobate, una moltitudine di colori e profumi nei quali perdersi. Un tassista mi ha detto che a Marrakech si vive due volte: il giorno e la notte. Non resta che provare.

 

Dopo tanta folla ho voluto andare a cercare un luogo di pace. Sentivo il bisogno di ascoltare il canto degli uccelli, il dolce movimento delle acque e poi pranzare amabilmente.
Ho trovato un vero Eden al Jardin Majorelle.
Un giardino creato nel 1931 come opera d'arte vivente dall'architetto francese Paul Sinoir su volontà  dell'artista Jacques Majorelle. Piante esotiche e specie rare da tutto il mondo e tanto "bleu Majorelle" affascinante e luminoso come IKB di Yves Klein.
Oggi il giardino è collegato anche al Musée Yves Saint Laurent assolutamente da non perdere.

 
 
 

Ecco alcuni suggerimenti per vivere Marrakech, esclusivamente dentro la Medina.
Perchè? Perchè non esiste un altro modo per vivere la città. Perchè l'atmosfera seducente è quella dei sogni, perchè la città antica è la giusta preparazione per partire e attraversare l'Alto Atlante verso le oasi e il deserto.

A due passi dalla piazza più bella dell'Africa "Jamaa el Fna" si può soggiornare al Riad Irhalne.  
Il Riad è semplice e affascinante, la colazione nel patio interno è una delle cose più belle e buone che mi siano state offerte negli ultimi anni.

Poco lontano, lungo una via ricca di opportunità per una cena tradizionale marocchina o un semplice piatto, ho provato il ristorante Naranj che propone con eleganza piatti della cucina mediorientale rivisitati utilizzando le fresche materie prime del mercato.

 

Nel cuore del Souk, a due passi dalla "Madrassa Ben Youssef" e dalla "Maison de la Photographie", dove nei fondachi vengono ancora eseguiti lavori di falegnameria, lavorazioni del ferro e dell'argento, conciatura delle pelli, si può comodamente soggiornare al Riad Star.

A questo punto del viaggio, a due passi dal riad, non si può perdere il miglior ristorante di tutta Marrakech, Le Fondouk. Un luogo ricco di fascino dove abbinare alla cucina tradizionale marocchina un buon vino rosso di Meknes.

 

E domani si parte verso le oasi del Sud. Buona notte.


Sullo stesso argomento:
L'Alto Atlante e le Oasi del Sud



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