domenica 31 luglio 2022

ALGHERO, SARDEGNA, MARE: ISTRUZIONI PER UNA VACANZA DI PIACERE

È piuttosto facile innamorarsi… Alghero è una città bellissima, ci sono un sacco di ragioni per scoprirla e poi ritornare, come è capitato a me.

Il borgo della città affaccia sul mare attraverso i bastioni, le viuzze sono strette come i vicoli di Genova o della Barcellona medievale, il mare è dappertutto. A Sud c'è Bosa a Nord Stintino e Capo Caccia e lungo tutta la costa  ci sono spiagge, scogliere, porti e insenature.
Al tramonto il mare e il cielo si colorano di sfumature pastello mentre i pensieri si sollevano insieme alla brezza leggera davanti alla vista più bella. 

Si mangia divinamente e il pesce è protagonista indiscusso. La contaminazione catalana mi fa sentire ancora di più in vacanza, ancora più lontana e, come spesso mi accade in Sardegna, mi sento nell'isola dell'isola.
Qui ad Alghero la presenza della cultura catalana risale al XIV secolo, in epoca aragonese, dopo che i genovesi Doria cedettero i territori al Re di Aragona e questo ne fa oggi la città catalana d'Italia.
È la piccola Barcellona della Sardegna e io la amo ogni volta di più.

Ed ora andiamo alla ricetta completa per una vacanza di piacere.

Alghero è raggiungibile direttamente in aereo (in effetti la prima volta ci sono passata proprio perché ero atterrata qui, anche se ero diretta altrove), in traghetto da Porto Torres che si trova a pochi chilometri dalla città o da Olbia in un paio d'ore.

L'auto è molto utile per scoprire comodamente tutti gli angoli nascosti e per portare con se tutto quel che serve per la vita da Sardegna.
Io per esempio lascio nel bagagliaio gli ombrelloni, la borsa frigo, le maschere, le scarpette da scogli e anche i racchettoni (anche se qui li ho usati poco).

Prenotare i ristoranti per la cena è sempre una buona idea perché i migliori sono sempre piuttosto frequentati e la fame quando arriva non lascia scampo dopo una intensa giornata di mare.

Il primo giorno si arriva e si prende casa. 
Qui ad Alghero preferisco una sistemazione che mi consenta di essere autonoma. Mi è sufficiente una piccola cucina. Consiglio assolutamente l'affaccio sui bastioni. Il caos serale è assicurato e la vita notturna potrebbe farsi sentire ma il risveglio affacciati sul mare è una grande meraviglia.

Due passi nel cuore di Alghero nel tardo pomeriggio per curiosare le ultime tendenze di Antonio Marras e poi lungo la passeggiata verso il porto per organizzare il giro in barca dei prossimi giorni.



La prima cena la voglio fare "Al Refettorio" dove sono andata  la mia prima volta ad Alghero per poi non abbandonarlo più e scoprire che è una vera e propria istituzione.
Qui non si sbaglia mai. Io assaggio con piacere la Paella di Fregula, i miei amati Culurgiones  e l'insuperabile Seada con il miele. [mappa]



Il secondo giorno inizia presto con una corsa intorno ai bastioni. 
Alghero che si sveglia al mattino presto è molto interessante. 

Colazione a casa, preparo il pranzo al sacco e poi via, verso la mia spiaggia preferita alla Torre di Porticciolo.
Una lettura comodi sulla sabbia dorata, un tuffo nel mare cristallino e una camminata fino alla Torre per dominare il mare e sentire il vento. Qui mi piace finire la giornata con una passeggiata verso Cala Viola o la Spiaggia di San Lorenzo dove in pochi si avventurano e la tranquillità è assicurata. [mappa]



L’Aragosta alla Catalana è un appuntamento speciale qui ad Alghero.
La cena è gia prenotata al "Nautilus" tavolo 28 perché è il mio numero, ma voi scegliete quello che preferite. Ma vi avviso che il 28 è sulla terrazza proprio sopra il porto, in prima fila per godere del tramonto più bello su Alghero. [mappa]


Il terzo giorno inizia con un po' di jogging sulla passeggiata che costeggia il mare direzione Bosa e poi via, voglio andare verso nord al meraviglioso promontorio di Capo Caccia che guarda Alghero e che non è solo per le Grotte di Nettuno ma anche per nascondigli inconsueti.

Proprio in cima a Capo Caccia si trova un rifugio davvero speciale che domina il mare: la Grotta delle Brocche Rotte.
Si arriva a questo privilegiato punto panoramico dopo mezz’ora di cammino di media difficoltà. 
Il mio consiglio è di munirvi di scarpe da trekking.

'La Grotta delle Brocche Rotte è un piccolo anfratto che deve il suo nome al ritrovamento di cocci di vasellame risalente all'età repubblicana ed imperiale, sebbene si ipotizzi un suo uso sin dal neolitico.
L'apertura della grotta si affaccia su un paesaggio mozzafiato che domina le rigide e bianchissime verticali delle falesie e le morbide rotondità delle colline del promontorio di Capo Caccia.
Queste terre appaiono incastonate nel blu tra il mare di fuori, spesso molto mosso e spumeggiante perché esposto ai principali venti, e la rada di Porto Conte, caratterizzata invece da acque generalmente più placide e tranquille.’ [mappa]


Il pomeriggio lo dedico alla Spiaggia di Mugoni, sulla via del ritorno tra Capo Caccia e Alghero. 
E qui c'è il segreto per vivere la Sardegna come piace a me. Piccolo cambio in auto e vado dritta al ristorante che affaccia sulla spiaggia per vivere la magia del tramonto.
Eccomi pronta per una gustosa e genuina cena al Ristorante "Le Ninfe". [mappa]


Il quarto giorno è sabato e lo voglio dedicare al mercato di antiquariato del cuore della città.
Qui in passato ho trovato delle tazzine da caffè dei primi '900 che uso spesso nei miei set.
Quest'anno ho visto dei bicchieri molto interessanti ma non mi ha convinto il prezzo.
Però la libreria viaggiante mi ha proprio convinto e anche il romanzo in versi di Queneau.



A pranzo fortunatamente c'è un filo di vento sui bastioni e all'ombra del patio esterno del "Mirador" posso gustare la paella all'algherese che dal nome dice già tutto. Voglio godermi un piatto a pranzo, diversamente dal solito, perché nel pomeriggio è previsto l'aperitivo in barca, un'altro appuntamento fisso che mi da sempre un sacco di gioia.


Innanzitutto l'aperitivo in barca è con "Cruise Sail" a bordo di una barca a vela portata da Andrea che ogni anno mi fa incontrare persone molto interessanti che arrivano da ogni parte del mondo.
Si parte dopo l'ora del te, si veleggia (quando c'è vento) davanti alla città, si vedono i bastioni e tutta Alghero e Capo Caccia. Poi in rada per un tuffo nel punto dove il sole si infila nel mare, dietro il faro rosso. Non sbagliate il lato della barca per fare la foto migliore del tramonto. [mappa]






Il quinto giorno lo dedico interamente ad una delle spiagge più particolari della Sardegna: La Pelosa.
Tornare qui è emozione pura, il paesaggio è unico al mondo.
Passeggiare nelle piscine naturali della spiaggia La Pelosa, tra la sabbia finissima e l’acqua trasparente, è qualcosa di meraviglioso, ti resta addosso.

Si tratta di una lingua di sabbia che guarda due bracci di mare intorno ad un torrione. 
Sabbia bianca e acqua turchese.
La spiaggia è tra le più belle del Mediterraneo, ti senti ai Caraibi ma il profumo di ginepro ed elicriso ti ricordano che sei in Sardegna.

Quando una spiaggia si trasforma in un luogo mitologico è necessario correre ai ripari.
Accessi ridotti, prenotazione obbligatoria, no smoking beach e stuoia sotto l’asciugamano per preservare l’areanile.



Da qui in poi, liberi tutti, quel che serviva per iniziare la vostra vacanza di piacere ve lo ho raccontato, lascio ancora qualche altro spunto interessante... e buon viaggio!

Ci sono tantissime cose da vedere ed esperienze da vivere ad Alghero: la Grotta di Nettuno (serve la prenotazione), un'intera giornata in barca (si può veleggiare davanti a Capo Caccia con Cruise Sail), una gita all'Asinara, la visita al complesso nuragico di Palmavera, spingersi fino a Bosa per vedere la città colorata tra le più belle della Sardegna, l'imperdibile aperitivo al Riservato Beach Bar e tante, tantissime  spiagge meravigliose.




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